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Il BIM per la gestione delle gare con offerta più vantaggiosa: il caso di Melzo

Una delle enormi novità introdotte dal D. Lgs. 50/2016, che guidano verso la strategia europea, è l’introduzione prioritaria del criterio di aggiudicazione con offerta economicamente più vantaggiosa (di seguito OEPV), basata sul rapporto qualità/prezzo calcolato sul ciclo di vita utile dell’edificio (Art. 95, c. 2, D. Lgs. 50/2016).

Questo approccio risponde in modo puntuale alle direttive europee qui recepite, in particolare al considerando n. 90 della 2014/24/EU è riportato: “al fine di incoraggiare maggiormente l’orientamento alla qualità degli appalti pubblici, dovrebbe essere consentito agli Stati membri di proibire o limitare il ricorso al solo criterio del prezzo o del costo per valutare l’offerta economicamente più vantaggiosa”. È importante sottolineare, sempre al considerando 90, le modalità suggerite per esplicare tali strategie: “L’aggiudicazione dell’appalto dovrebbe essere effettuata applicando criteri obiettivi che garantiscano il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento per garantire un raffronto oggettivo del valore relativo delle offerte al fine di determinare, in condizioni di effettiva concorrenza, quale sia l’offerta economicamente più vantaggiosa.” Questi stessi principi vengono ripresi in modo puntuale dalle Linee Guida sull’OEPV redatte dall’ANAC e pubblicate il 21 giugno 2016, dove “si raccomanda alle stazioni appaltanti di definire in maniera chiara e precisa il criterio di aggiudicazione nonché i criteri di valutazione, i metodi e le formule per l’attribuzione dei punteggi e il metodo per la formazione della graduatoria, finalizzati all’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa; devono pertanto essere evitate formulazioni oscure o ambigue, assicurando la trasparenza dell’attività e la consapevolezza della partecipazione.”

Un ultimo spunto, non meno importante per l’impostazione di questo lavoro è stata espressa, a posteriori, dalla stessa Linea Guida di ANAC, ovvero “Si raccomanda altresì di elaborare modelli, anche in formato elettronico, che agevolino la predisposizione e la presentazione delle offerte, tecniche ed economiche da parte dei concorrenti.”

I problemi principali delle gare con OEPV sono:

  1. offerte incomplete o richieste illegittime contenute nei bandi di gara
  2. uso scorretto e approssimativo dell’OEPV da parte della stazione appaltante
  3. non chiara assegnazione dei punteggi
  4. incongruenza tra gli elaborati grafici e, in generale, della documentazione a base di gara

Il bando di gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione della nuova scuola primaria di Melzo, redatto con la consulenza del gruppo di ricerca coordinato dal prof. Di Giuda, aveva l’obiettivo di eliminare le problematiche elencate in precedenza. Utilizzando la metodologia BIM tutti gli elaborati grafici e descrittivi, sono stati derivati dal modello informativo e questo ha consentito di avere un progetto coerente in tutte le sue parti.

La redazione delle linee guida a supporto della compilazione dell’offerta tecnica ha definito, in modo puntuale, le modalità di assegnazione dei punteggi di tutti i criteri e i subcriteri contenuti nel bando. In particolare sono stati assegnati 80 punti all’offerta tecnica, 10 all’offerta di sconto temporale e 10 all’offerta economica.

Degli 80 punti di offerta tecnica 55 sono stati assegnati in modo totalmente matematico, ovvero:

  • secondo requisiti quantitativi calcolati come differenza rispetto alle prestazioni del progetto definitivo posto a base di gara
  • secondo requisiti qualitativi ricondotti a classi prestazionali, esplicitate nelle linee guida allegate
  • secondo la presenza di certificazioni

I restanti 25 punti sono stati assegnati a valutazioni puntuali su layout di cantiere e gestione delle future manutenzioni.

Dall’analisi dei dati raccolti durante la valutazione delle offerte è emerso che 2 imprese hanno superato i 60/80 punti sull’offerta tecnica. 6 imprese su 9 si sono attestate tra i 40 e i 48 punti, mentre il punteggio più basso arriva a 21/80. Nel grafico è riportata la percentuale di punteggio attribuito ad ogni singola impresa, in riferimento all’offerta tecnica, economica, temporale e sul punteggio totale assegnato al termine della fase di valutazione. Si può notare come le imprese che hanno ottenuto un maggior punteggio nell’offerta tecnica sono quelle che hanno proposto offerte economiche contenute (impresa 1,2, 5 e 6). Al contrario, chi ha investito meno nella proposta tecnica ha offerto ribassi d’asta più rilevanti che hanno raggiunto il 18-19% (impresa 8, 9 e 10).

Nel complesso si può quindi dire che le offerte tecniche sono state compilate in modo esauriente e ragionato. L’obiettivo non era infatti quello di raccogliere più punti possibili ma quello di combinare i diversi parametri dei diversi criteri e sub-criteri in modo da costruire un’offerta migliorativa strutturata e coerente tra tutte le parti del progetto. Alcune imprese si sono concentrate maggiormente sul miglioramento dell’involucro, senza proporre migliorie sulla parte impiantistica. Chi, al contrario, ha ritenuto troppo dispendioso migliorare le prestazioni delle chiusure e ha proposto impianti con una più alta efficienza.

Un’ulteriore analisi può essere espedita in merito ai valori di coerenza interna dei dati offerti. Calcolando il numero dei parametri richiesti, quelli oggetto di valutazione e quelli facoltativi, analizzati in relazione alla documentazione richiesta per la comprova di quanto offerto (ovvero schede tecniche e brevi relazioni di calcolo) si è riscontrato che i valori di completezza non scendono mai al di sotto del 58% e nella maggioranza dei casi sono superiori al 90%. Altro dato particolarmente significativo è costituito dai valori di congruenza: due imprese raggiungono il 60% e il 65%, tre si collocano tra il 72% e il 78% mentre ben quattro imprese arrivano tra l’83% e il 93%.

Questi valori illustrano l’attenzione e la veridicità delle offerte presentate dalle imprese, i dati in esse riportati sono congruenti tra loro, completi e inequivocabili. La stazione appaltante può contare su proposte valide e univoche. Durante la fase di realizzazione dovrà controllare, attraverso l’ufficio Direzione Lavori, che l’impresa vincitrice esegua quanto ha proposto senza modifiche o materiali non conformi a quanto offerto.

Commenti

Il caso sinteticamente presentato sembra molto interessante: sarebbe utile divulgarlo entrando più nel merito.

Pierangelo Boltri

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