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Digitalizzazione in costruzione

Verso il controllo automatico dei progetti

Il controllo del progetto, o meglio la sua verifica, è prassi consolidata nel nostro ordinamento giuridico, almeno quando è necessaria la validazione introdotta nel 1994 dalla Legge 109 (Legge Merloni). Tali operazioni di controllo si svolgono procedendo principalmente per campioni, ovvero selezionando in modo più o meno guidato parti del progetto che verranno verificate, e ipotizzando che queste parti siano rappresentative, ovvero siano le parti più critiche. Così si considererà corretto tutto il progetto.

Questa procedura per campioni è diffusissima nei controlli di qualsiasi tipo, basti pensare all’usatissimo standard statunitense per il controllo a campioni MIL STD 105E pubblicato nel 1963, ma espone al rischio di non rilevare ulteriori errori. Per questo motivo, anche prima della diffusione del BIM e di IFC, si sono affacciati sulla scena del settore delle costruzioni strumenti di controllo automatizzato (in Australia, ad esempio, nel 1991 è nato BCAider) che permettevano, almeno per alcuni tipi di verifica, di procedere non più a campione, ma sull’interezza del progetto.

La digitalizzazione ha permesso di ampliare la gamma di controlli automatizzabili, e oggi la speranza è quella di arrivare a controllare il progetto secondo tutte le normative che questo deve soddisfare. Dal 1991 ad oggi si sono fatti passi da gigante nel settore, che però rimane limitato a due software per il controllo automatico dei progetti: CORENET ePlan Check e Solibri Model Checker (SMC). Il primo, ideato per il controllo automatico dei progetti secondo il regolamento delle costruzioni di Singapore, è un software personalizzabile attraverso un’interfaccia API e usabile per controllare progetti secondo regolamenti anche molto complessi. Il secondo, forse il più noto sul mercato, permette di controllare facilmente tutto ciò che è legato alla geometria. Non a caso gli usi più frequenti di SMC sono la clash detection e il code checking per vie di fuga e accessibilità. Altri esempi, anche se meno noti, di controllo automatico, si possono vedere in Norvegia (dove usano SMC), negli Stati Uniti (dove usano una versione adattata di SMC), in Australia (EDM), Portogallo (LicA), Canada e Korea.

Tutti gli esempi citati sono caratterizzati da limiti simili, come l’interoperabilità (chi non ha avuto problemi di scambio dati nel settore delle costruzioni scagli la prima pietra!) e l’estensibilità
, intesa sia in termini di evoluzione, in concomitanza con i cambiamenti dei regolamenti, che di applicabilità a nuovi regolamenti. Per superare questi limiti la ricerca nel campo si sta spostando verso approcci completamente nuovi che mutano le tecnologie dal web semantico (Web Ontology Language - ifcOWL) e che permetteranno di convertire automaticamente il linguaggio naturale delle Leggi e dei Regolamenti in una rappresentazione formale (RASE: Rule – Application – Selection – Exception) direttamente utilizzabile dai software di controllo automatico.

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