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Digitalizzazione in costruzione

Capitalizzare i processi di standardizzazione informativa per la qualificazione del costruito

L’uso di modelli informativi per il coordinamento e la qualificazione del progetto si fonda su procedure di ottimizzazione e controllo che comportano la necessità di collegare database differenti, eventualmente tramite sistemi BIM. Questi, grazie alla loro natura parametrica e relazionale, supportano algoritmi di controllo, elaborazione dati e ottimizzazione di prestazioni simulate. Più in generale è la cultura della digitalizzazione che comporta il ricorso ad una filiera di strumenti che, seppur scollegati, operano sugli stessi nodi del sistema edilizio.

Il ruolo del modello informativo è quindi quello di fornire il framework per questa interoperabilità delle competenze al fine di relazionare i dati in ingresso e le prestazioni simulate, siano esse relative alle prestazioni dell’edificio (optimization) o ai criteri di controllo dei processi progettuali (coordination). In un processo digitale il collante tra il sistema informativo, costituito a sua volta da una filiera di modelli, e le applicazioni che ne simulano le prestazioni è l’allestimento di un protocollo per il data management. Lo sviluppo di questi protocolli, e il conseguente sviluppo di algoritmi, si fonda sulla lettura di dati codificati in maniera proprietaria, o dalle applicazioni di model authoring o dai BIM author/manager, con decrescente livello di standardizzabilità.

Presidiare la qualità del progetto significa migliorare la connessione della filiera delle applicazioni agendo sulla standardizzazione dei dati che queste elaborano. La principale barriera alla diffusione dei sistemi standardizzati di classificazione è legata al fatto che ciascun nodo dell’organismo edilizio, e quindi ciascun nodo della filiera dei modelli, espone una pluralità di classificazioni in ragione della dipendenza dello stesso da più discipline. 

IFC è possibile gestire una classificazione multipla ricorrendo all'utilizzo di istanze di IfcRelAssociatesClassification, dedicate ciascuna ad una particolare notazione di classificazione e agli oggetti da questa classificati. Più in generale IFC agisce come standardizzazione della relazione tra i dati relativi all’organismo edilizio. Essendo la scrittura di molti degli algoritmi che vengono sviluppati nei codici di VPL più comuni (Dynamo, Grasshopper, FME) una replica di queste relazioni, è naturale chiedersi perché non possiamo iniziare a guardare ad IFC come ad un capitale culturale collettivo piuttosto che come ad un semplice protocollo informatico. Intendere questo standard, in primis in relazione ai fondamenti della progettazione esigenziale prestazionale, significa migliorare la conoscenza sui processi di trasformazione dell’ambiente e sugli strumenti e metodi a questa preposti, guardando meno alla possibilità di integrare dati e di più al senso generale di questa integrazione.

 

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